E'
assai probabile che il toponimo Cornate sia stato mutuato da Paolo Diacono
il quale, nel suo libro Historia Langobardorum, afferma che gli eserciti
di Alachi (usurpatore del trono) e Cuniberto, re legittimo alla fine
del VII seco- lo, vennero a tenzone in campo cui Coronate nomen est.
In seguito alla battaglia che lo vide prevalere, il re Cuniberto avrebbe
edificato nella campagna un monastero in onore del beato Giorgio martire,
di cui tuttavia non si sono trovate tracce.
La presenza longobarda sul territorio è corro borata da ritrovamenti
archeologici che due diverse equipe di ricercatori hanno eseguito sul
nostro territorio.
L'equipe del Prof. Brogiolo, della facoltà di Archeologia dell'Università
di Padova, ha ese guito prospezioni in località Rocchetta, ove ha messo
in luce la presenza di vari reperti fra cui una cospicua cisterna, probabilmente
risa lente al V secolo dell'era volgare, ed alcune tombe e fortificazioni
probabilmente coeve, oltre ad abbondanti materiali ed oggetti di uso
comune quali olle e ceramiche. Essendo collo cata in posizione strategica
su uno sperone di roccia, la località era probabilmente fortifica ta
sia per controllare il porto sottostante che il fiume in generale.
In località Villa Paradiso ha operato un grup po di ricerca diretto
dal Prof. Lampugnani, della Società Lombarda di Archeologia, che ha
messo in luce la presenza di una decina di tombe longobarde del VII
- VIII secolo, ricava te in una preesistente villa rustica romana, risalente
con ogni probabilità al I secolo della nostra era. Sono evidenti una
pavimentazione in ciottoli rustici ed alcuni muri perimetrali, per un
complesso di almeno nove ambienti. Possiamo quindi in via ipotetica
desumere che il nostro centro sia stato abitato dai Romani, che lasciarono
sul nostro territorio sia segni di una strada che attraversava l'Adda
in località della centrale Bertini, che la villa rustica cui sopra si
è accennato. Sono poi intervenuti i Longobardi che, a partire dal 569,
occuparono tutta l'Italia del Nord.
Non vi sono riscontri storici significativi fino al 1538, anno in
cui Carlo V diede Cornate, con altre terre, al marchese Pagano D'Adda.
Alcuni dati demografici successivi ci informa no che Cornate contava
317 persone nel 1583, che raggiunsero la cifra di 715 alla fine del
Seicento, ed erano per la maggior parte dedite all'agricoltura; tale
situazione non cambiò in maniera significativa fino agli inizi del secolo
scorso, quando furono costruite due centrali idroelettriche (Bertini
ed Esterle) e si sviluppò l'industria a Milano, permettendo a molti
di diventare operai.
Nel 1870 il paese, con le due frazioni di Colnago e Porto, venne istituito
come munici pio e contava 3.973 abitanti.
Un
cenno a parte merita la località di Villa Paradiso (probabilmente dal
nome del pro- prietario delle terre, tale Paradixi), che è posta in
una suggestiva posizione a dominare la valle dell'Adda, più propriamente
della Bagna e del fiume sottostante. Fu fabbricata alla fine del XVI
secolo dai Gesuiti e da loro gestita fino al 1773, quando la compagnia
venne soppressa dall'imperatore d'Austria Giuseppe II. Oggi il vecchio
caseggiato storico è stato rimaneggiato e l'unica vestigia di quei tempi
è una piccola chiesa dedicata a Sant'Ignazio di Loyola.
La frazione più cospicua del Comune è Colnago, che fu anche Comune autonomo
prima del regio decreto del 1870. In questa località due torri testimoniano
i tempi feudali e, dopo opportuni restauri, si presentano in ottimo
stato. Un altro monumento cospicuo è la Villa Sandroni, oggi ristrutturata
e sede della Biblioteca Civica.
Più significativa appare la storia di Porto d'Adda, che già nel XII
- XIII secolo si chiama va Portus de Coronatae. Col passare del tempo
il guado acquisì maggiore importanza strate gica e commerciale, dato
che l'Adda segnò, dal 1428 al 1797, il confine tra il ducato di Milano
(occupato prima dagli Spagnoli e poi dagli Austriaci) e la Repubblica
di Venezia. Proprio durante il periodo della dominazione austriaca furono
resi operativi gli studi per la costruzione di un canale navigabile,
incomin- ciati fin dai tempi di Leonardo, e nel 1777 vi fu l'inaugurazione
del naviglio di Paderno, che permetteva il superamento delle rapide
dell'Adda fra i Tre Corni e la località Rocchetta.
Tale opera consentì il collegamento del lago di Como con Milano, utilizzando,
da Vaprio, il canale della Martesana. Oggi il canale è fati scente,
pur se studi ed interessamenti a livello europeo potrebbero permetterne
una signifi cativa ristrutturazione per finalità turistiche. Già dai
prossimi anni tuttavia vi saranno interventi per recuperare ad uso culturale
vecchi edifici lungo il canale.
A livello della conca grande del Naviglio sorge, su uno sperone di roccia
incombente sul fiume, il santuario della Madonna della Rocchetta, il
cui toponimo rimanda ad un uso militare del manufatto. La chiesa fu
eretta al tempo della costruzione del Duomo di Milano (1386) dal fisico
Beltrando Cornatese, che vi chiamò i frati eremiti dell'ordine religioso
di Sant'Agostino, i quali occuparono la località per pochi decenni,
poiché all'inizio del XVI secolo Filippo Maria Sforza trasformò l'altura
rocciosa in un fortilizio, pur lasciando intatta la chiesa. Oggi il
santuario è stato restaurato ed è utilizzato per funzioni religiose.





